sergio catalano architetto

STUDIO DI ARCHITETTURA E DESIGN                                                                                          sito in allestimento                                                                                                

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"...il prodotto di design non deve necessariamente essere complesso, carico di contenuti e di temi estetici: la semplicità, la pulizia e l'equilibrio delle forme, la genialità dell'idea di base sono ottimi requisiti di un buon design” (Giorgetto Giugiaro)

 

Oggi, gran parte della produzione di design limita la sua ricerca alle relazioni emotive collegate ad un consumo oltre il bisogno, ad un semplicistico “nice to have”. Da una parte vi è la presunzione di interpretare i sogni della gente o addirittura indurne nuovi, dall’altra sfruttare a mero vantaggio del profitto la parte meno consapevole, dunque più vulnerabile del consumatore.

Non nego che un buon design si riconosca anche dal suo affermarsi sul mercato, ma ritengo riduttivo privilegiare puri aspetti di cosmesi dell’oggetto da comprare soprattutto perché “bello”. Paradossalmente, a questa deriva del design, ha contribuito anche una certa parte del mondo creativo degli ultimi decenni (dai counter-designer degli anni ’70, ai post-modernisti degli anni’ 80, fino a contemporanei espressionisti di se stessi), che in aperta antitesi al design modernista, intendeva opporsi proprio alla sua subordinazione ai processi industriali e alla logica del consumo.

Oggi però, penso che il designer possa recuperare la sua funzione peculiare, ovvero contribuire a configurare il mondo secondo le reali esigenze dell’uomo in continua evoluzione, qualificandosi “come interprete propositore di un cultura materiale, e non come mero cosmetista di prestazioni strumentali” (Augusto Morello).

Il progetto  potrà liberarsi finalmente sia dall’assillante dovere di riproporre il “bello” a tutti i costi, sia dalla necessità di considerare il prodotto semplicemente come bene di consumo e dunque approfondire la ricerca sull’”usabilità” del design ricercando elementi di interscambio (personalizzazione, adattabilità, comprensibilità) tra prodotto e suo fruitore ed esplorando le possibilità di un suo coinvolgimento non solo emozionale ma anche più consapevole.

   
     

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